SPESOMETRO 2013

SPESOMETRO 2013

La comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA relative al 2012 dovrà essere trasmessa entro il termine del 12 novembre 2013 per i contribuenti mensili e del 21 novembre 2013 per i soggetti che effettuano la liquidazione trimestrale. Allo stato attuale risultano tuttavia aperte una serie di questioni che dovranno essere affrontate dai contribuenti interessati dall’adempimento posto che non è stata ad oggi formalizzata alcuna proroga ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate e su diversi aspetti non si riscontrano chiarimenti ufficiali che invece si sarebbero resi necessari. Tuttavia, per effetto di quanto contenuto nel recente comunicato stampa del 7 novembre, in luogo di una proroga effettiva è stata prevista una sorta di “fase di tolleranza” sino al 31 gennaio 2014 per l’effettuazione e gestione del relativo adempimento.

Nell’ambito di precedenti interventi sono stati rappresentati i profili principali dell’adempimento avente ad oggetto la comunicazione dei dati IVA per l’anno 2012 (c.d. spesometro), sia con riguardo alle scadenze ed alla modulistica di riferimento, sia in relazione alle casistiche recanti gli esoneri soggettivi ed oggettivi dall’adempimento.

In merito a quest’ultimo aspetto si segnala peraltro che, per effetto del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 2013/128483 del 5 novembre 2013 – che modifica il provvedimento del 2 agosto scorso – per il 2012 e 2013 lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico non devono comunicare le operazioni rilevanti ai fini IVA. In precedenza, le pubbliche amministrazioni risultavano comunque escluse dallo spesometro per le sole operazioni effettuate e ricevute nell’ambito di attività istituzionali, diverse da quelle che costituiscono esercizio d’impresa. Il provvedimento sposta al 2014 l’obbligo di comunicazione, circoscrivendolo alle operazioni non documentate da fattura elettronica.

I termini dell’adempimento

Le comunicazioni relative al 2012 prevedono quale termine il:

a) 12 novembre 2013 per i contribuenti mensili;

b) 21 novembre 2013 per i contribuenti trimestrali.

Nel comunicato stampa del 7 novembre l’Agenzia delle Entrate ha tuttavia stabilito che, per gli operatori economici che devono effettuare la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA relative all’anno 2012, previste entro i predetti termini, ci sarà più tempo per effettuare l’invio dei dati attraverso il canale comunicativo Entratel, che rimarrà aperto fino al 31 gennaio 2014. Entro lo stesso termine si potranno inviare anche gli eventuali file che annullano o sostituiscono i precedenti invii. Nessun cenno viene però operato circa eventuali sanzioni derivanti in teoria dall’invio entro il “nuovo” termine (sebbene si possa ritenere come appaia poco ragionevole una eventuale irrogazione delle stesse); in sede di primi commenti si è altresì ritenuto come non si tratti di una proroga vera e propria ma di una sorta di “nuova” finestra a disposizione dei contribuenti che stanno incontrando talune difficoltà in sede di gestione dell’adempimento (sul punto sono attesi gli opportuni chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria).

Trattasi di quei contribuenti tenuti alla trasmissione della comunicazione in quanto soggetti passivi IVA che effettuano operazioni rilevanti ai fini di tale imposta.

In particolare, oggetto della comunicazione sono:

– i dati concernenti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA (clienti);

– i dati delle cessioni di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti titolari di partita IVA (fornitori);

– i dati relativi alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi rese e ricevute per i quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione risulta non inferiore a 3.600 euro al lordo dell’IVA.

AttenzioneL’emissione della fattura, in sostituzione di altro idoneo documento fiscale, determina l’obbligo di comunicazione dell’operazione anche se di importo inferiore alla soglia dei 3.600 euro al lordo dell’imposta sul valore aggiunto.

Sanzioni

Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri, si applica la sanzioneprevista dall’articolo 11 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, ricompresa tra 258 euro e 2.065 euro.

Operazioni da comunicare

– per le operazioni per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura, prescindendo dall’importo, l’obbligo della comunicazione è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate;

– per le operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell’IVA.

Per quanto riguarda le fattispecie aventi ad oggetto l’esclusione oggettiva dall’adempimento, si tratta delle:

a) importazioni;

b) esportazioni;

c) operazioni intracomunitarie;

d) operazioni che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria, nel rispetto dell’art. 7, D.P.R. n. 605/1973 e delle altre norme che stabiliscono analoghi obblighi di comunicazione all’Anagrafe tributaria;

e) operazioni di importo pari o superiore a euro 3.600, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell’IVA, qualora non siano documentate da fattura ed il cui pagamento sia avvenuto attraverso carte di credito, di debito o prepagate.

Il modello di comunicazione polivalente

Ai fini della trasmissione dello spesometro è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate il modello polivalente, unitamente alle relative istruzioni, per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (lo stesso potrà invero essere utilizzato anche per operazioni effettuate con controparti residenti in Paesi a fiscalità privilegiata e per gli acquisti da operatori della Repubblica di San Marino).

I dati possono essere trasmessi, in via alternativa, in forma analitica oppure in forma aggregata. Si segnala che la scelta è vincolante per l’intero contenuto della comunicazione, anche in presenza di un invio sostitutivo.

Dati in forma aggregata e relative limitazioni

L’invio dei dati in forma aggregata non è consentito per la comunicazione relativa ad acquisti da operatori economici sammarinesi, acquisti e cessioni da e nei confronti dei produttori agricoli ed acquisti di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo.

Questioni aperte e casistiche particolari

Uno degli aspetti più delicati della comunicazione in commento riguarda l’individuazione delle operazioni escluse dall’ambito della comunicazione.

Tra queste, è opportuno segnalare le criticità per quelle che sono oggetto di separata comunicazione all’Anagrafe tributaria, posto che sarebbe necessario avere evidenza certa di tale elencazione da parte dell’Amministrazione finanziaria. Alcuni commentatori hanno ritenuto che il perimetro di esclusione dalla comunicazione riguardi tutte le operazioni già censite in Anagrafe tributaria, prescindendo dalla circostanza che le stesse siano o meno esenti da IVA o che (per esse) l’operatore finanziario abbia o meno emesso fattura o che siano o meno oltre la soglia di 3.600 euro al lordo dell’imposta.

In merito alle operazioni escluse dall’imposta per mancanza del requisito di territorialità si dovrebbe ritenere che sino al 2012 non vadano incluse nello spesometro posto che, soltanto dal 2013, per effetto dell’introduzione del correlato obbligo di fatturazione ai sensi dell’art. 21, comma 6-bis, D.P.R. n. 633/1972, dovrebbe esserci l’inclusione nello spesometro.

Una ulteriore fattispecie concerne le transazioni intercorse con i soggetti non residenti diversi dalle persone fisiche posto che le istruzioni al quadro FN (“operazioni con soggetti non residenti”) del suindicato modello prevedono che, qualora la società estera non abbia personalità giuridica, si devono indicare gli estremi anagrafici del rappresentante persona fisica. Risulta però evidente come tale riscontro e tipologia di verifica non sia immediato e, di conseguenza, deve apparire ragionevole che per le società estere si indichino in ogni caso i dati di riferimento del soggetto giuridico.

In conclusione, pare utile fornire alcuni cenni circa due specifiche casistiche che possono trovare applicazione nella prassi professionale, in presenza di contratti di noleggio e dell’applicazione del c.d. regime del margine.

Nel caso dei contratti di leasing e noleggio, è disposto l’esonero dalla comunicazione per i prestatori in presenza della specifica comunicazione che viene effettuata relativamente ai dati dell’attività caratteristica, la quale comprende anche i dati delle operazioni non riguardanti il leasing o il noleggio. Trattasi quindi di un esonero previsto con la finalità di evitare duplicazione di adempimento in capo alle società che esercitano attività di leasing e noleggio. Ne deve discendere che per i soggetti utilizzatori dei beni in leasing od in noleggio permane l’obbligo di comunicazione per lo spesometro (sebbene non si possa non rilevare come trattasi di dati già in possesso dell’Amministrazione finanziaria).

Infine, in relazione alle operazioni effettuate in applicazione del regime IVA dei beni usati non documentate da fattura, le stesse sono oggetto di comunicazione ove il totale documento risulti di importo non inferiore a 3.600 euro.

NESSUN COMMENTOI

INVIA UN COMMENTO

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.